Post – Factum: le fondazioni nel cuore dell’ultima crisi dei mercati
Lo schema generale del Rapporto 2011 dell’Osservatorio è stato messo a punto tra fine primavera e la prima parte dei mesi estivi, in sintonia con l’approvazione, la pubblicazione e l’accessibilità dei bilanci delle fondazioni bancarie piemontesi. Come è noto, nelle settimane centrali dell’estate una nuova, profonda turbolenza ha investito i mercati finanziari mondiali, coinvolgendo in modo particolare il nostro Paese.
Gli operatori su tali mercati, ampiamente dotati di liquidità disponibile e ormai rassicurati dal rischio di vedersi attribuiti una parte degli oneri di aggiustamento di situazioni debitorie di stati sovrani in particolari difficoltà, come la Grecia, hanno iniziato a ritenere complessivamente eccessivo il livello del debito pubblico delle economie avanzate e, anticipando gli effetti delle manovre di riduzione dei deficit, un po’ ovunque avviate nei mesi scorsi, si sono posizionati come se una fase recessiva fosse attesa, se non imminente.
In questo quadro la pressione sulle economie esposte, come l’Italia, si è fatta molto intensa, obbligando il Governo ad un intervento rilevante, anche se per la verità molto incerto per quanto riguarda i contenuti, almeno fino a questo momento.
A fronte di questi avvenimenti, non si ravvisano ragioni per modificare la parte analitica ed espositiva che era stata messa a punto per questo Rapporto.
E ‘ chiaro tuttavia che la situazione di difficoltà ed incertezza che caratterizza il mondo dell’economia è peggiorata, e di riflesso la conduzione delle fondazioni in questo momento si è fatta, se possibile, ancora più esigente in termini di prudenza e lungimiranza.
Se, da un lato, la manovra non ha preso di mira in alcun modo il patrimonio delle fondazioni (e c’è motivo di credere che tale rimarrà l’esito anche quando dal Parlamento ne scaturirà la versione definitiva), elemento che costituisce indubbiamente un fatto positivo e un importante segnale di effettiva comprensione del ruolo cruciale che le fondazioni stanno svolgendo in questo momento, dall’altro l’andamento del mercato è invece fonte di notevole tensione: negli ultimi sei mesi, le quotazioni azionarie delle banche di riferimento per le tre maggiori fondazioni bancarie piemontesi sono calate in maniera vistosa (cfr. grafici A, B, C), nonostante i risultati confortanti derivanti dagli stress tests, i buoni coefficienti patrimoniali ed i validi risultati di esercizio. Dal punto di vista delle fondazioni, i mercati finanziari sembrano incapaci in questo momento di valorizzare l’impegno profuso dalle medesime nell’assicurare adeguata patrimonializzazione delle banche e conduzioni manageriali in linea con le tensioni del periodo.
La manovra impostata dal Governo, seppure nella parte più suscettibile di ulteriori messe a punto, coinvolge invece pesantemente le fondazioni dal punto di vista delle connessioni con il territorio: la scomparsa possibile dei piccoli comuni, soggetti ai quali tradizionalmente le fondazioni in Piemonte sono particolarmente attente, spingerà certamente, se confermata, ad interrogarsi – forse proficuamente – circa i modi migliori di sostenere territori periferici già posti in difficoltà da tanti altri fattori; la dissoluzione, anch’essa ipotizzata, di alcune province piemontesi, oltre a proporre su scala maggiorata la criticità indicata nel punto precedente, introduce indeterminazione nei processi di governance delle fondazioni territorialmente coinvolte.
In conclusione, nei prossimi mesi, una volta acquisito il contenuto effettivo della manovra resa necessaria dalle incertezze dei mercati finanziari e dalle dimensioni del debito pubblico italiano, le fondazioni bancarie si troveranno ad aprire una nuova fase di messa a punto del loro operato, in un quadro di ulteriori ristrettezze della finanza pubblica e di riorganizzazione delle istituzioni territoriali, alla quale peraltro sapranno certamente rispondere con generosità e lungimiranza, aiutate auspicabilmente dal ritorno di un clima migliore nei mercati.
a,b,c: andamento dei titoli azionari delle banche conferitarie delle maggiori fondazioni bancarie piemontesi (ultimi 6 mesi)

