Una crisi ancora molto seria tra struttura e congiuntura

Il rapporto dell’Osservatorio Fondazioni dello scorso anno era incentrato su un interrogativo: come mai il Piemonte è colpito così duramente dalla crisi economica, ma allo stesso tempo mostra da tempo segni di difficoltà strutturali crescenti, come indica la progressiva perdita di peso rispetto all’economia nazionale? E come mai questo avviene in un quadro dove tutti gli attori istituzionali, compresi ed anzi in prima fila le fondazioni bancarie, dedicano da tempo attenzione e risorse non certo secondarie alla competitività regionale nel campo della ricerca e della innovazione, della tecnologia ed in genere della struttura produttiva industriale e terziaria?

Si scrisse allora che vi era convergenza di analisi ma non di diagnosi attorno a questa osservazione, e di riflesso le ragioni di questa difficoltà e le varie, possibili vie per andare oltre potevano solo essere proposte alla riflessione comune, senza peraltro trascurare in questo ripensamento gli aspetti concernenti la tenuta del tessuto sociale e collettivo piemontese, che spesso non sono evidenziati dal dibattito prevalente.

Ad un anno di distanza da quelle osservazioni, può essere utile riprendere in mano quel canovaccio di riflessioni ed analisi, traendo vantaggio dalla migliore conoscenza oggi disponibile, dal consolidamento del quadro internazionale che evidenzia con più chiarezza i soggetti virtuosi e quelli incerti, dalle meditazioni più profonde che è possibile proporre proprio relativamente alle iniziative ed al ruolo delle fondazioni bancarie nel quadro nazionale e regionale. Sotto questo profilo merita ricordare che l’importanza del fattore “ricchezza delle famiglie” e di tutte le politiche capaci di prevenire il formarsi di fenomeni speculativi, finanziari ed immobiliari, non può essere sottovalutata ai fini del contenimento della crisi, e che le fondazioni, senza esagerarne indebitamente ruoli e potenzialità, possono però contribuire, sia attraverso le scelte patrimoniali sia attraverso politiche locali di valorizzazione urbana, a offrire un proprio contributo al riguardo.

E’ necessario adottare una forte consapevolezza delle difficoltà che l’Italia sta attraversando e dei rischi ai quali potrà ulteriormente essere esposta, se non viene rapidamente messa in opera una profonda riconversione dell’economia, della produzione e della società, capace tra qualche anno di portare frutti positivi. Dentro questo scenario, attori istituzionali importanti come le fondazioni, in coerenza con la loro missione di agire nell’ambito dell’interesse generale e delle generazioni future, non possono non interrogarsi sul proprio operato e su come essere più incisive, al di là di quanto già hanno compiuto e compiono nell’assicurare sostegno al Paese e supporto alle istituzioni finanziarie e bancarie aventi una valenza sistemica.